Villa Giulia specchio della città?

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Dall’utente IREXIA:Due domeniche fa mi trovavo a passare per il Foro Umberto I e decidevo di fermarmi e ammirare quel gioiellino che è Villa Giulia. Si tratta di uno spazio verde donato dal Comune della città alla popolazione, con i vialetti per le passeggiate organizzati secondo forme geometriche: è il famoso giardino “all’italiana” o “alla francese”.Siamo abituati ad accedervi da via Lincoln di fronte al bar Touring dimenticandoci, forse, dell’ingresso di via Foro Umberto I. Ed è proprio davanti a quest’ultimo che io mi sono soffermata. Doveva essere l’ingresso principale dal quale poteva accedersi anche con le carrozze. Subito oltrepassato il grande cancello ci si trova sotto un’alta volta a botte sostenuta da 4 pilastri e abbellita da altrettante colonne. L’effetto scenico è impressionante, meraviglioso.[foto 1]

Mi sono quindi, fermata riflettere: ma non sarebbe ben più adeguato come ingresso alla Villa? I pullman di turisti piuttosto che fermarsi in doppia fila in via Lincoln riducendola ad un budello avrebbero a disposizione un viale molto più ampio potendo, anzi, “scaricare” i visitatori direttamente davanti il foro italico all’altezza dell’ingresso suddetto, nella rientranza che la strada nel senso opposto forma (per capirci, dove si mettono di giorno i venditori abusivi di tappeti e di notte le prostitute) o recarvisi solo dopo aver compiuto questa operazione, potendo là stazionare ed aspettarli senza intralciare il traffico cittadino. Inutile dire che l’ingresso da qui avrebbe tutt’altro impatto sui forestieri!

Bene, pensato questo ho dovuto tornare alla realtà di oggi e constatare che quel tratto di città è abbandonato a se stesso: il marciapiede (piuttosto squallido nella classica fattura in cemento con tracciati i quadratoni sul materiale prima che asciughi) riporta i segni di lavori di scavo di alcune tracce e in alcune parti è addirittura frantumato [foto2-3],

 

una palo della fermata dell’autobus degli anni ’70-’80  fa ancora bella mostra di sé per quanto ormai arrugginito e sostituito da una nuova pensilina [foto 4],

e il tutto nel complesso risulta sporco e trascurato [foto 5].

In più, percorrendo il marciapiede verso via Messina Marine ecco che viene soddisfatto il mio desiderio di stile anche solo con riferimento al calpestio pedonale [foto 6-7] segno di una lottizzazione (abusiva?) di quello spazio un tempo occupato da una stanza di abitazione.

Mi chiedo: non si può davvero fare di meglio? Non può questa città presentarsi meglio, non solo ai turisti, ma anche ai cittadini che chiedono a gran voce una città pulita e verde? Quando si ammoderna una fermata dell’autobus non è naturale prevedere a togliere la vecchia? Quando si abbatte un manufatto abusivo perché non si provvede integralmente a restaurare l’ordine e il diritto? Perché quando si fanno dei lavori pubblici non si provvede a ricoprirne le tracce in maniera che non siano né brutte a vedersi, né pericolose per i pedoni (ma lo stesso vale per le buche nell’asfalto pericolose per i motori e dannose per gomme e ammortizzatori)?

Un’ultima osservazione: sul pilastro di sinistra dell’ingresso è ben visibile una targa [foto 8].

 

E’ evidente come il Senato palermitano ancora nel 1788 confidasse nel senso civico, in quello di appartenenza, nello zelo e nell’impegno, nell’orgoglio e nel rispetto dei suoi concittadini civili e perciò “veri” amanti della città, perché la bellezza di quest’opera aperta a tutti e quindi patrimonio di ciascuno, insomma questo bene pubblico, rimanesse integra. Credo sia giunto il momento per tutti noi di riscoprire questi valori per il bene nostro e dell’ambiente in cui viviamo, la nostra città, perché  credo, che come cantava Gaber, libertà sia partecipazione.

 

 

 

 

 

 

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13 Thoughts to “Villa Giulia specchio della città?”

  1. fabdel

    mi raccomando, in primavera votateli di nuovo… IL CENTRO DESTRA NON DEVE PIU GOVERNARE QUESTA CITTà!!! cosa occorre ancora per farvi aprire gli occhi?!!?

  2. Prometeus

    Quoto Fabdel. Basta con i soliti cialtroni che gettano fumo negli occhi della popolazione. Palermo deve rinascere! Servono persone oneste e competenti.

    Permettetemi un piccolo OT:

    E’ nato su Facebook un gruppo di opinione che vuole sensibilizzare la città affinchè i candidati alle prossime elezioni comunali di Palermo presentino prima di candidarsi il proprio curriculum e questo sia valutato da una commissione di saggi, professori e intellettuali TERZI ED IMPARZIALI, che diano un parere favorevole o contrario (non vincolante) alla singola candidatura. Tutto ciò per evitare l’assalto alla diligenza che si è verificato nel 2007, quando a Palermo giravano, per cercare voti per la cicrcoscrizione o il Consiglio comunale, persone analfabete o con la quinta elementare (le ho viste con i miei occhi). Per amministrare la cosa pubblica, il BENE COMUNE occorre integrità, ma anche e soprattutto COMPETENZA. Il gruppo è questo: https://www.facebook.com/groups/nonsoloonesti/ Aderite ed esprimete la vostra importantissima opinione.

    Tornando al tema del post, l’amica Irexia mi ha fatto venire in mente che ci sono in città tantissimi relitti di vecchie fermate e pensiline in disuso dell’Amat e che, a mio parere, quest’ultima dovrebbe rimuovere celermente.

  3. V:E:N:D:E:T:T:A

    Una volta spnp entrato alla villa Giulia in bici e mentre giravo mi si affianca l’ uscere con uno scooter (dentro la villa ) dicendomi: “detro la villa non sono autorizzate biciclette”, io guardo lo scooter su cui cammuna poi guardo lui e gli dico :”sta scherzando?!”. Non scherzava all’ingresso della villa c’è il divieto ai ciclisti, anche se poi c’è chi è autorizzato a girarci in scooter. Per protesta non ci entrerò mai più neanche a piedi!

  4. Luca

    @fabdel
    Allora votiamo per il centro sinistra. E la si’ che i volti sono nuovi, che c’e’ gente giovane, incensurata, che non vota il governo Lombardo, che non prende tangenti…

    Magari, una volta tanto, potremmo pensare di sostenere alcuni giovani sconnessi dalla politica, con idee nuove, senza alcun interesse politico, ma solo amministrativo.

    Magari potremmo veramente cambiare la coscienza civile di una citta’ ormai asservita al malaffare politico, figlia o espressione di una mentalita’ malata e trasversale alla destra quanto alla sinistra.

  5. alessandro maria

    X vendetta,
    Nelle ville non è consentito l’uso delle biciclette se non quelle dei bambini. L’uso dello scooter è consentito al personale di sorveglianza per ragioni di servizio, come può essere consentito, addirittura, l’uso di un’auto alla pubblica sicurezza.
    p.s.
    ma se non ti recherai più in villa non farai un dispetto a te stesso?

  6. waterpl82

    Ciao a tutti, sono d’accordo che ci vuole un cambiamento! Però non mi trovo d’accordo a pieno con questa storia dei CV. Vero è che servono capacità dirigenziali e organizzative che proprio un analfabeta non ha sviluppato, però non importa solo il CV, e poi chi garantisce che chi giudica sia IMPARZIALE? Sarebbe bello avere un sindaco giovane e dinamico che voglia dimostrare quello che vale…il CV potrebbe non essere il suo punto forte..cmq scusate l’opinione, capisco che in questo sito non si debba parlare di politica.

  7. Viajero Solitario

    il CV ci vuole, la nostra classe dirigente è fin troppo improvvisata e cialtrona, siamo pieni di persone che si candidano per avere “il 27 assicurato” e certi privilegi. Non nascondiamoci dietro a uno stuzzicadenti. E purtroppo è un atteggiamento che spazia dalla destra alla sinistra, con le dovute eccezioni che, essendo mosche bianche e isolati, da soli possono fare ben poco. Bisognerebbe liberarsi di diversi brontosauri che, nella migliore delle ipotesi, hanno scaldato la poltrona, quando non sono stati grandi assenteisti.
    Palermo avrebbe bisogno, mi duole dirlo, di almeno 10 anni di governo tecnico e di politiche di tolleranza zero. Per quanto sia di sinistra, riconosco che a livello locale sono degli insegnanti emeriti di cialtroneria per i dirigenti nazionali.
    Sindaco giovane e dinamico? E chi? Con quale motivo, solo per dare una svolta solo d’immagine? Per favore. Sinceramente se ci fosse uno come Renzi a Palermo cercherei di cacciarlo via a pedate. Ci vuole uno con il pugno duro affiancato da altrettanti mastini, che non si preoccupi di fare iniziative impopolari.

  8. Metropolitano

    Speriamo che l’orto botanico non sia del tutto compromesso dal malgoverno di uno che fa di tutto tranne che il sindaco. Forse nel prossimo anno ci sarà una svolta nei parchi comunali, a cominciare dall’orto botanico e dal parco D’Orleans che non è stato ancora aperto.

  9. zavardino

    Quel pavimento è di qualche edicola o affine.

    Occorre una nuova classe politica, fuori tutti quelli che sbagliano i congiuntivi!!!

    Se pensate che invece la preparazione sia solo un dettaglio, preparatevi ad altri 10 anni di analfabetismo al potere.

  10. V:E:N:D:E:T:T:A

    @alessandro maria , ma è una legge cittadina? e poi mi pare che al giardino inglese si possa entrare in bici. tra l’altro non vedo contriindicazioni, i viali della villa sono sempre vuoti. Poi Sarà anche consentito l’uso di un mezzo, ma non uno scooter che, se accellera o frena male sullo sterrato, ammazza un bambino.
    Ne faccio a meno volentieri di entrare poichè è letteralmente decadente, Per esempio mi sarebbe piaciuto salire sulla terrazzina dove c’è il bar ma l’ingresso è sbarrato.

  11. bauhaus62

    All’utente IREXIA: Quello che tu chiami pavimentazione di una stanza, è quel che resta di una pescheria addossata alla cancellata della villa quasi all’altezza del Coffe House. Inoltre bisogna dire che a Villa Giulia sono stati spesi fior di quattrini negli ultimi anni dall’Amministrazione, per restituire alla città una villa storica. Restauro del parco statuario, restauro del portale monumentale ed in ultimo il restauro delle quattro esedre, del Coffe House, dell’area dei cenotafi e della falsa rovina. Tu ti sei fermata davanti il portale monumentale, prova ad entrare dentro la villa. Lampioni rotti, panchine spaccate, scritte sui muri e sui cenotafi e la falsa rovina che è diventata una vera e propria rovina. Lasciando stare le eventuali colpe dell’Amministrazione che non provvede ad un attento controllo di questi gioielli, il problema è che viviamo in una città che non merita quello che possiede. La stragrande maggioranza dei palermitani, ed io lo posso dire in quanto palermitano doc, non ama la propria città! Viviamo in mezzo all’arroganza e all’ignoranza ed all’incultura. Mi dispiace per ciò che stiamo lasciando ai nostri figli. Purtroppo in questa città si ragiona così: ciò che appartiene a tutti, non appartiene a nessumo!!!!

  12. tonio.fiorino

    @ alessandro Maria..
    se ti riferisci all`imperdibile degrado…ok preferisco farne a meno e ricordarmi quando ci andavo da piccolo a vedere quel tristissimo vecchio Leone Ciccio..che nonostante fosse veramente tristissimo nei miei ricordi patinati era un sogno andare nei giardini di palermo a godermi le fontane, gli spruzzi d`acqua e le persone tante che ci passeggiavano il sabato e la domenica, per me era una festa..oggi mi viene solo tristezza a pensare come tutto e` appassito e come la primavera di palermo sia diventata un inesorabile triste inverno..

  13. BELFAGOR

    VILLA GIULIA : IL DECLINO DEL “PIU’ MERAVIGLIOSO ANGOLO DELLA TERRA”.
    La Villa Giulia si trova al Foro Italico, quasi di fronte al Porticciolo di Sant’Erasmo. E’ stata la prima villa pubblica a Palermo e una delle primissime in Europa.
    A realizzarla fu il pretore e governatore della città, Antonio La Grua tra il 1777 ed il 1778, perciò…. in un solo anno ( a quei tempi le promesse si mantenevano e i lavori erano celeri).
    La nuova villa fu dedicata a Giulia d’Avalos, moglie dell’allora viceré Marcantonio Colonna (omonimo di quello del XVI secolo).
    Il progetto della villa fu realizzato dall’architetto Nicola Palma che, fortemente ispirato dalla cultura massonica, disegnò un perimetro perfettamente quadrato, suddiviso a sua volta in quattro quadrati più piccoli. Tali quadrati erano a loro volta suddivisi dalle loro diagonali mentre lo spazio centrale era di forma circolare.
    La villa aveva due ingressi. L’ingresso principale, monumentale e neoclassico, si trovava sull’attuale Foro Italico ( purtroppo costantemente chiuso, l’altro ingresso si trovava nell’attuale Via Lincoln.
    Al centro della villa si trovava una fontana circolare, opera di Ignazio Marabitti, con uno scoglio artificiale su cui è collocato un piccolo “Atlante” accovacciato in marmo che ha sul capo un dodecaedro con 12 orologi solari (oggi gli orologi originali non esistono più): l’ opera era stata progettata dal matematico palermitano, Lorenzo Federici.
    All’interno del giardino erano presenti numerose sculture marmoree, delle quali la più significativa è quella del Genio di Palermo di Ignazio Marabitti realizzata nel 1778.
    Johann Wolfgang Goethe , visito la villa durante il suo soggiorno a Palermo e la definì “il più meraviglioso angolo della terra” .
    Effettivamente era meravigliosa , tanto che qualche visitatore straniero era talmente entusiasta che riteneva che in questa villa fosse nascosta la “Pietra Filosofare”
    A partire dell’Ottocento, furono effettuati diversi interventi che abbellirono la villa Per esempio, quattro esedre in stile “pompeiano” (incavi semicircolari, sovrastati da una semi-cupola), progettate da Giuseppe Damiani Almeyda.
    Furono aggiunti anche alcuni ponti, collinette, laghetti artificiali e collocate statue e busti di, De Spuches, Pacini, Petrella, Leopardi, Donizetti, Bellini, Novelli.
    Durante la “Belle Epoque” il sabato sera si dava ricevimenti all’aperto che venivano chiamati “sabatini”.
    Nella villa, molto illuminata, si poteva ascoltare la musica che varie bande musicali , sistemate nelle quattro esedre della piazza centrale, suonavano per rallegrare un pubblico raffinato formato da signore e signori eleganti .
    Fino a pochi anni fa “Villa Giulia” era la villa più frequentata dai palermitani che portavano i loro bambini a giocare : si affittavano piccole biciclette, si vendevano gelati , caramelle e “calia e semenza”. Si poteva vedere anche un povero e depresso leone, chiamato “Ciccio” la cui dimora era una piccola e triste gabbia che si trovava dal lato opposto all’ingresso di Via Lincoln.
    Al confine laterale della Villa Giulia c’era l’ingresso laterale dell’ l’Orto Botanico , costantemente chiuso e pericolante.
    La villa era dotata di una discreta illuminazione che permetteva l’apertura serale, soprattutto durante l’estate. Spesso si organizzavano manifestazioni musicali e eventi politici.
    Per un certo periodo fu sede dei vari Festival dell’ Unità .
    Negli ultimi quarant’anni la villa ha cominciato il suo triste declino che è culminato con il sequestro avvenuto nel 2015 e l’affidamento a un custode ”giudiziario”. Per il giudice che emise il provvedimento di sequestro, la villa «versa in condizioni di estremo degrado dal punto di vista architettonico, sia per deterioramento strutturale sia per frequenti sottrazioni, danneggiamenti ed atti vandalici ad opera di ignoti».
    I giornali , nel commentare tale grave provvedimento, chiamarono Villa Giulia “la Villa delle teste mozzate” perché a gran parte delle statue e busti erano state “tagliate le teste” o danneggiate.
    Tale decisione della magistratura era un duro atto d’accusa verso le varie giunte che si erano succedute in quei anni.
    Il Prof. Maurizio Carta nel 2015 , nel criticare l’ immobilismo della giunta comunale di allora, dichiarò ;
    “Da Villa Giulia deve partire la rivincita della costa sud della città. La prima villa pubblica di Palermo e d’Europa deve poter fare da collante tra la città antica e la sua latitudine marina, dal piano di Sant’Erasmo a Brancaccio, passando dal Porticciolo di Sant’Erasmo e da Acqua dei Corsari».
    Da allora poco è stato fatto. Le tante promesse sono rimaste lettera morta e Villa Giulia continua tristemente il suo “ buio” declino.
    Oggi la situazione è stata descritta da un articolo su BALARM :
    “ La villa è aperta, ma attraversarla oggi significa fare i conti con panchine sommerse dal verde, cestini inghiottiti dalla vegetazione, rami lasciati a terra, fontane sporche o senza acqua, pali dell’illuminazione caduti e abbandonati. I segni dell’incuria non sono dettagli laterali”
    A denunciare la situazione è la II Circoscrizione, che ha approvato all’unanimità una mozione per chiedere all’amministrazione un intervento immediato per il ripristino del decoro e della piena fruibilità della villa.
    Il punto, spiega il presidente della II Circoscrizione Giuseppe Federico, non è soltanto amministrativo ma anche simbolico: “La parola adatta è….. imbarazzante”
    Tre quarti della villa sono interdetti da reti arancioni, come se fosse un cantiere:
    “Ci sono aree dove è caduto qualche albero, zone in cui sono stati fatti lavori e poi tutto è rimasto lì, i viali scompaiono nella vegetazione non curata, le panchine e i cestini sono sommersi dalle erbacce, nelle fontane c’è l’acqua verde, come quelle dove ci sono le tartarughe”.
    Il Genio di Palermo, simbolo laico e identitario del capoluogo, si trova oggi dentro una fontana lasciata a secco e degradata:
    “Il Genio ha lo stesso valore simbolico, per Palermo, che ha Santa Rosalia su un altro piano”, osserva Federico. “E invece versa in una condizione che mortifica la città e violenta la villa stessa, che non merita di essere vista così”.

    P.S . Nelle notti di luna piena qualcuno giura di sentire un ruggito di un leone. Forse è il povero “Ciccio” che manifesta la sua indignazione per come è ridotta “ la sua villa”.

    “Noi fummo i Gattopardi, i Leoni; quelli che ci sostituiranno saranno gli sciacalletti, le iene”

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